Parco Nazionale d’Abruzzo

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Itinerario 1) Barrea – Lago Vivo (1591 m) Segnaletica -Sentiero parco- K4

  • Partenza: Località Fonte Sambuco (K6) al Km. 67 della SS.83
  • Tempo di percorrenza: ore 5 a/r
  • Difficoltà: E – Escursionistico
  • Dislivello: 460 m

Dal centro abitato di Barrea ci si dirige verso Alfedena sulla SS.83 fino al Km. 67. All’altezza di un tornante, sulla destra, s’imbocca una carrareccia per circa 700 m fino ad una deviazione sulla sinistra per il segnavia K4 che attraversa la faggeta della Valle dell’Inferno in costante salita si attraversa la morena di un vecchio ghiacciaio. In 40 minuti si arriva al Valico del Buon Passo con un’effigie della Madonna delle Grazie messa a protezione dei viandanti. A breve si raggiunge il punto più alto del percorso (1656 mt) per poi ridiscendere nella meravigliosa conca in cui è incastonato lo splendido Lago Vivo a 1591 mt.; dominato dalle cime, dello Iamiccio, del Tartaro, dell’Altare e del Petroso, che con i suoi 2249 m rappresenta la vetta più alta del Parco. Il lago in primavera con lo scioglimento delle nevi raggiunge il massimo livello; il nome “vivo” deriva dal fatto che il lago cambia continuamente le proprie dimensioni in base alle stagioni. Nel tardo autunno le sue rive sono frequentate dai cervi che si affrontano nella stagione degli amori. Al margine sinistro dell’altopiano la “fonte degli uccelli” garantisce acqua in ogni periodo dell’anno. Il sentiero continua e permette il rientro attraverso una splendida faggeta, con un gradevole panorama sul lago della Montagna Spaccata.  

Itinerario 2) Pianoro delle Fome-Passo dei Monaci (1967 m)

  • Partenza: Località Pianoro delle Forme – Valle Fiorita – (Pizzone) (1400 m)
  • Tempo di percorrenza: ore 5.30 a/r
  • Difficoltà: EE – Per escursionisti esperti
  • Dislivello: 570 m

Il comprensorio delle Mainarde e della valle dell’Alto Volturno, dal 1 Gennaio 1990 è entrato a far parte del Parco Nazionale D’Abruzzo, con un’estensione di 4000 ettari e con 5 Comuni della provincia di Isernia: Pizzone, Castel S. Vincenzo, Rocchetta al Volturno, Scapoli e Filignano. Da Pizzone piccolo Centro che trae le sue origini dallo sviluppo del complesso abbaziale di S. Vincenzo al Volturno, feudo di pertinenza dei benedettini sino al XIV secolo, si raggiunge, attraverso una strada provinciale, la piana chiamata “Pianoro delle Forme” o “Valle Fiorita” da dove si può iniziare l’ascensione, al “Monte Meta” (metri 2.242). La cima del Monte Meta è però interdetta agli escursionisti perché protetta dalla Riserva Integrale del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise per l’importante presenza del Camoscio d’Abruzzo. Diversi sentieri le si avvicinano fino a raggiungere il Passo dei Monaci (1967 m.) proprio ai piedi della montagna (circa 200 metri sotto la cima). Dalla località Le Forme – Valle Fiorita dove si lasciano le automobili si percorre il sentiero indicato dal segnavia M1 che risale la Valle Pagana fino al Passo dei Monaci. Interessante è l’aspetto floristico e vegetazionale di tipiche specie delle vallate appenniniche di alta quota, per quanto riguarda la fauna è facilmente possibile incontrare i Camosci d’Abruzzo, con un po’ di fortuna l’Orso bruno marsicano e vedere il volteggiare dell’Aquila reale.  

Itinerario 3) Val di Rose-Rifugio di Forca Resuni (1952 m) Segnaletica -Sentiero parco- I1

  • Partenza: Civitella Alfedena
  • Tempo di percorrenza: 3 ore
  • Difficoltà: E – Escursionistico
  • Dislivello: 845 m

La Val di Rose è una delle più famose e frequentate passeggiate del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. In questa escursione si passa dalla bellezza di una faggeta incontaminata alla concreta possibilità di incontrare uno degli animali più rari della fauna italiana: il Camoscio Appenninico. La Rupicapra pyrenaica ornata è una sottospecie esclusiva dell’Appennino Abruzzese. Ha rischiato l’estinzione e oggi sopravvive solo sulle montagne del Parco d’Abruzzo e sulle vette della Majella e del Gran Sasso dove è stato reintrodotto con esemplari prelevati da quì. Imparentato più strettamente con le sottospecie che vivono sui Pirenei e sui Monti Cantatrici, si differenzia per comportamento, dimensione delle corna (più grandi e slanciate) e nella colorazione del mantello da quello Alpino. La sua caratteristica livrea invernale scura con una macchia chiara ed orlata da un contorno scuro presente sul petto ed il grande trofeo lo hanno fatto definire il camoscio più bello del mondo. Il sentiero inizia dal paese di Civitella Alfedena. Dopo un primo tratto a ridosso del Paese con una bellissima vista panoramica sul lago di Barrea si entra in una splendida faggeta. Dopo circa un’ ora di cammino si esce dal bosco e ci si trova di fronte ad uno splendido anfiteatro roccioso che delimita in alto la valle Monte Boccanera e Passo Cavuto. Qui, circondati da splendide pareti rocciose e immensi ghiaioni, si possono iniziare gli avvistamenti di camosci e, soprattutto in autunno, anche branchi di cervi. Da qui si prosegue in un canalone che raggiunge il Passo Cavuto (1980 metri). Questo è il punto dove è più frequente l’avvistamento dei camosci. Bello il panorama con il M. Petroso, la valle Iannanghera e la Camosciara. In pochi minuti si raggiungono il valico e il rifugio di Forca Resuni (1952 metri), nei pressi del quale si possono ammirare anche i Pini mughi, relitti glaciali testimoni delle passate ere glaciali che qui si trovano nel punto più meridionale del loro areale Europeo. Si scende per la Val Jannanghera, per un percorso bello ma lungo, seguendo il sentiero K6. Entrati nella faggeta si prosegue sul fondovalle, superando alcune suggestive radure. Toccata la Sorgente Jannanghera (1305 metri), si piega a sinistra per il sentiero a mezza costa (segnavia I4) che riporta a Civitella Alfedena. L’anello richiede 6 ore. Nei mesi di luglio ed agosto l’accesso è a numero chiuso, l’escursione è obbligatoriamente  guidata, per cui è necessario prenotare  presso gli Uffici dell’Ente Parco a Civitella Alfedena o a Pescasseroli.

Itinerario 4) Val Fondillo (Opi) – Valico Passaggio dell’Orso Segnaletica -Sentiero parco- F2

  • Partenza: Parcheggio Val Fondillo
  • Tempo di percorrenza: ore 6.00 a/r
  • Difficoltà: T – Turistico
  • Dislivello: 600 m

Nel cuore del Parco, lungo l’Alto Sangro, una delle escursioni più belle è senza dubbio l’itinerario che risale la Val Fondillo. Lasciate le auto nel parcheggio all’imbocco della valle, si continua su una strada sterrata fino alla Vecchia Segheria, la catena montuosa che chiude la valle è la Serra delle Gravare, mentre sulla sinistra il Monte Amaro e alle spalle il Monte Marsicano. Il sentiero (segnavia F2) risale lungo il torrente Fondillo, ricco di trote, che versa le sue limpide acque nel Sangro. Le sponde del corso d’acqua sono ammantate da una ricca vegetazione riparia in cui spiccano i salici, e sono circondate da bellissime faggete. Notevole è anche la fauna della valle, caratterizzata dalla presenza dell’Orso bruno marsicano, che talvolta viene avvistato dagli escursionisti. Proseguendo si incontrano residui di rimboschimenti (a pino nero, larice e abete rosso) e numerose radure che si aprono lungo i versanti della valle, ricchissima di fioriture. Lungo il percorso si incontra la Grotta delle Fate, situata a metà strada per il Valico Passo dell’Orso. Scendendo sulla sinistra per una scalinata fatta di lunghe radici di faggi si giunge alla grotta: una cavità bassa e lunga dalla quale sgorga un’acqua pura e trasparente. Riprendendo il cammino si arriva al sopra citato Passo dell’Orso. Questo valico è stato utilizzato per secoli dai pastori per raggiungere il Lazio ed è, da lunghissimo tempo, percorso dai pellegrini che da Pescasseroli e da Opi si recano al famoso Santuario della Madonna di Canneto, nella valle omonima. Per maggiori informazioni: www.parks.it