Giuseppe Spataro

Giuseppe Spataro

E’ il più importante leader politico di cui Vasto possa vantare i natali.
Giuseppe Spataro è nato a Vasto il 12 giugno 1897.

Ha avuto un ruolo fondamentale nella rinascita democratica del Paese, un ruolo da protagonista per la crescita di tutto l’Abruzzo e del Vastese in particolare. Ha frequentato le elementari a Vasto, le medie e superiori a Montecassino, l’Università, per studiare giurisprudenza, a Roma dove si era trasferita la sua famiglia.

Nel 1919 avvia a Roma la sua professione di Avvocato. Si iscrisse alla Federazione Universitaria Cattolica Italiana (FUCI) e dopo qualche anno venne eletto presidente nazionale, carica che mantenne fino al 1922.

Impegnato in politica già da giovane, aderì al Partito Popolare Italiano (PPI) di don Luigi Sturzo.

Le capacità politiche e organizzative di Spataro non passarono inosservate ad un acuto osservatore come don Luigi Sturzo che lo propose al Partito come dirigente nazionale. Fu eletto vice segretario nazionale con don Sturzo (1921-23), rieletto con De Gasperi fino allo scioglimento del partito (1926).

Durante la dittatura fascista svolse una importante opera di preparazione alla riorganizzazione democratica del Paese, tenendo insieme le fila dell’ormai disciolto Partito Popolare e di alcuni ambienti antifascisti organizzando riunioni clandestine nella sua abitazione romana.

A Spataro l’onere di saldare personalmente gli onerosi debiti del partito.

Giunsero i difficili anni del Ventennio. Spataro riprese il suo mestiere di avvocato e la sua casa a Roma divenne luogo di incontro per molti antifascisti, nonostante la vigilanza del regime.

A partire dal 1941 tali incontri divennero più frequenti e sistematici per l’organizzazione di un programma attorno al quale organizzare un movimento politico dei cattolici democratici. Il testo a firma di De Gasperi si chiamò “Idee ricostruttive della Democrazia Cristiana” e venne diffuso da Spataro, prima clandestinamente in ciclostile, poi, dopo il 25 luglio 1943, a stampa in diverse migliala di copie per una diffusione capillare in tutta Italia.

L’opera di Spataro fu molto utile anche i contatti con tutti gli altri partiti antifascisti. Il 28 luglio 1943, proprio nella sua casa, fu costituito il Coordinamento Nazionale delle Correnti Antifasciste, che successivamente, il 9 settembre, assunse il nome di Comitato Centrale di Liberazione Nazionale e insieme a Giovanni Gronchi e Alcide De Gasperi contribuì in maniera rilevante alla fondazione della Democrazia Cristiana e alla riorganizzazione del quotidiano “Il Popolo”.

Dopo la liberazione di Roma, nel primo governo Bonomi, nel 1944, Spataro diventa sottosegretario alla Presidenza con l’incarico di provvedere alla Stampa ed all’Informazione (assorbendo tutte le funzioni del potente MinCulPop), incarico riconfermato nel 1945. Poi diventa sottosegretario agli Interni.

Partecipa attivamente alla nuova Carta Costituzionale.
Dal 1946 al 1951 è presidente della RAI.

Nel 1953 torna nella segreteria del partito, diventa nuovamente suo vice. Deputato dal 1946 al 1963, è presidente del gruppo parlamentare DC dal 1949 al 1950.

Più volte ministro: è stato nominato Ministro delle Poste e Telecomunicazioni (1950-51), (1951-53), Vicesegretario DC con De Gasperi, Ministro della Marina Mercantile (1958-59), Ministro dei Lavori Pubblici (1953), di nuovo Ministro delle Poste (1959-60), Ministro degli Interni (1960), Ministro dei Trasporti (1960-62), Vice presidente del Senato fino al 1976. Da non dimenticare la sua opera culturale, essendo stato per molti anni presidente dell’Istituto Luigi Sturzo.

Giuseppe Spataro è morto a Roma il 30 gennaio 1979, le sue spoglie riposano nella tomba di famiglia della sua città natale.

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