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La Storia

Belvedere Romano

INTRODUZIONE

Anche se con il passare dei secoli Vasto è risultata una città sempre mutabile al percorso storico-culturale e letterario, sempre immutabile, invece, è la dolce visione del panorama che si impone con il suo immenso ed irresistibile fascino. Sole, cielo, mare, tranquillità… ecco gli eterni attributi di Vasto, un angolo di vero paradiso terrestre, incantevole ed ospitale località balneare sull’Adriatico Abruzzese.

STORIA
Guerriero - VastoLe origini di Vasto si perdono nella notte dei tempi e gli storici, confortati dal rinvenimento di iscrizioni osche, nel territorio Vastese, narrano che Diomede, eroe greco, intorno al 1170 a.C., si accampò qui con la sua gente e fondò Histon, la cui etimologia sta a dimostrare che la principale occupazione era allora l’industria della lana. In seguito divenne città dei Frentani e, successivamente, dopo le guerre italiche, confederata di Roma, di cui subì l’influenza civile e culturale: col nome Histonium, fu elevata alla dignità di Municipio Romano. In quell’epoca ebbe un tempio di Giove, chiamato Campidoglio, come quello di Roma e di Capua.

Poi, con la decadenza dell’Impero Romano, Histonium subì, per quasi due secoli, le invasioni barbariche e nell’802, dopo aver resistito eroicamente all’assedio dell’esercito mandato da Carlo Magno e comandato da Guasto d’Aymone di Dordona, fu completamente distrutta. Venne, quindi, assegnata in premio allo stesso Aymone che, affascinato dall’incantevole luogo, fondò, sulle rovine dell’antica Histonium, una città che prese il suo nome e, solo successivamente, per deformazione da Guasto divenne Vasto.

Passarono le orde turche, i veneziani, depredando e rovinando ogni cosa: saccheggi (famoso quello del saraceno Pialy Pascià nel 1566), terremoti e uragani falcidiarono Vasto. Fu coinvolto in un fiume turbinoso di vicende di guerre e passò sotto vari feudatari, dal secolo IX al secolo XIV: splendore e decadenza si avvicendarono con un ritmo sconcertante. Dopo il periodo angioino, Vasto fu soggetta ai d’Avalos, di ceppo spagnolo. Cesare Michelangelo d’Avalos fece ricostruire il meraviglioso e massiccio Palazzo di Giacomo Caldora, distrutto dai  turchi nel 1566 e ancora oggi esistente, sebbene deturpato dalle manipolazioni dei discendenti, dove furono ospitati Vittoria Colonna, Maria d’Austria, la Regina d’Ungheria e Re Ferdinando di Borbone
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Lo stesso Giacomo Caldora fece costruire il Castello esistente in piazza Barbacani, la Torre di Bassano in piazza Rossetti, la Torre di Amante in piazzetta di Amante, la Torre di Diomede in piazza Verdi. Queste magnifiche e robuste fortificazioni erano munite di 66 pezzi di artiglieria e costituiscono, oggi, un prezioso patrimonio artistico.

Durante il fascismo fu chiamato Istonio in ossequio all’aria di romanità.
Da ricordare, anche, che questa terra generosa diede all’Italia uomini illustri in molti campi e, soprattutto, in quelli della letteratura (Gabriele Rossetti) e della pittura (fratelli Palizzi, Gabriele Smargiassi e Valerico Laccetti). In panoramica, questo dice la storia di Vasto, i cui vetusti palazzi, le possenti torri, i preziosi cimeli, sotto il carico dei secoli e con i vessilli al vento, restano ad invidiare, tra le nuvole della gloria, il trionfo estivo della meravigliosa spiaggia, dinanzi al mare dal colore tanto caro ai romantici, che si allarga, dilaga e si perde all’infinito.

Mosaico del Nettuno - Terme Romane di Vasto

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