Monumenti di interesse

PALAZZODAVALOS
Palazzo D’Avalos

Vecchia residenza della prestigiosissima famiglia d’Avalos. Con al lato gli stupendi giardini visitabili e all’interno il ricchissimo Museo Civico, in cui, è custodita una interessante raccolta numismatica. E’ uno dei più significativi esempi di architettura rinascimentale abruzzese. Probabilmente, per ragioni di stabilità, la facciata primitiva, coperta dall’attuale, doveva mostrare costrutti estetici di notevole fattura a giudicare dalle poche testimonianze reperite. Resti della precedente costruzione si notano tuttora nella elaborata bifora-cuspidata, di recente venuta alla luce, nel muro perimetrale che dà sull’attiguo giardino; così come il prototipo murario dentro il portale d’ingresso con disegno in armonia con l’antecedente soluzione architettonica.

castellocaldorescoCastello Caldoresco
Fortezza posta a difesa del punto più vulnerabile del perimetro urbano, esso si sosteneva su di un livello superiore a quello odierno. Oggi, delle sue torri, rimangono solo due, l’una a cupola con la cima a lanternino e l’altra con in alto una merlatura circolare. La pianta originale del castello è esposta all’interno dell’atrio che immette nel palazzo ottocentesco (1852), che ha incorporato la parte castellana di levante che dà su Piazza Diomede.

 

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Piazza Rossetti

Con al centro il monumento dedicato a Gabriele Rossetti, opera dello scultore molfettese Filippo Cifariello (1865-1936). Nell’osservare la piazza, con accanto la Torre di Bassano, si riesce a inquadrare la curva degli edifici a destra, sorti sul perimetro dell’anfiteatro histoniense, spesso adibito a battaglie navali (naumachie), utilizzando l’acqua delle cisterne efficienti fino al 1629. Da allora l’acqua venne dirottata nella fontana eretta davanti alla Cattedrale, e ciò fino al 1929, quando si provvide a spostarla a Piazza Barbacani, dove si trova tuttora.

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Cattedrale di San Giuseppe (Corso de Parma).
 Edificata sul preesistente Convento degli Agostiniani, la chiesa ha riunito le Collegiate di S. Maria Maggiore e di S. Pietro. Fu elevata a cattedrale, con riferimento piuttosto esplicito al nome dell’allora re di Napoli, Giuseppe Bonaparte. Notevoli, sotto l’aspetto artistico, il portale e il rosone. La datazione del portale appare certa per affermazione dello stesso autore, “Anno del Signore 1293. O voi tutti che passando mirate questa porta, mastro Ruggero de Fragenis fece quest’opera”. Il campanile, dalle inserzioni barocche, risale al 1730. Nell’interno il prezioso trittico su legno rappresentante Santa Maria della Misericordia (1505) o Vergine col bambino dell’albanese Michele Greco da Valona.

 

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Chiesa di Santa Maria Maggiore
(Via Santa Maria).
Il turista, forse rimarrà un po’ sconcertato per la mancanza di una vera facciata, l’interno della chiesa procurerà invece un senso di grandioso equilibrio. La chiesa è articolata in tre navate con cripta dalla elegante balaustra a valva che immette sotto l’abside, dove si conservano le spoglie di San Cesario, in fondo alla navata di destra si trova la Cappella della Sacra Spina, nella quale è custodita la pìsside che contiene una spina appartenuta alla corona di Gesù flagellato e crocifisso. Sulla parete esposta a sud-est della Chiesa è incastonato un bassorilievo medievale conosciuto come la “Vecchiaccia“: narra la tradizione che i giovani che si baciano sotto l’effige sono destinati a sposarsi entro un anno.
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Chiesa di San Pietro (Via Adriatica – belvedere romano)
Edificata, secondo alcune fonti, su di un tempio dedicato a Cerere. Della chiesa resta soltanto la facciata prospiciente la piazza omonima in seguito alla frana del 1956. Questa di San Pietro era fra le più amate dai vastesi e rivaleggiava con quella di Santa Maria Maggiore. Nella lunetta è visibile la rappresentazione di Cristo infante sulle ginocchia della Vergine; al di sotto, in cornice rettangolare, la Deposizione di Gesù, che mostra una corona regale e non già di spine, esempio rarissimo in consimili raffigurazioni. Sull’archivolto, leggermente a punta, tre minuscole sculture assimilabili a pròtomi, di derivazione classicheggiante con echi, almeno per una, di tratti dell’età federiciana, secondo i più recenti apporti di specifici studi.
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Loggia Amblingh
La Loggia Amblingh mostra tutta la bellezza del muro merlato a piccoli archi tondi, dove si erge il quartiere di Santa Maria il quale rappresenta lo spirito popolare vastese. Le alte case e gli stretti vicoli hanno dato ricetto per anni a pescatori, facchini, fornaciai, ai discendenti dei palafrenieri marchesali o ai Cavallari, impegnati nelle ricognizioni costiere per avvistare le navi turche. Lungo di essa si affaccia l’alta casa di Gabriele Rossetti, detto il Tirteo d’Italia; oggi l’abitazione è stata destinata ad Archivio comunale. Poco distante da essa l’Arco di Porta Santa Maria, detta anche Porta Catena, con l’arco a sesto acuto, sormontato da una graziosa loggetta.
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Terme dell’antica Histonium (Via Adriatica – belvedere romano)
Già note allo storico Luigi Marchesani, che le annotò nella sua opera, le terme furono però ricoperte, probabilmente per mancanza di fondi, e vennero riportate alla luce nel 1974 quando vennero di nuovo riscoperte a seguito della demolizione del fabbricato che le sovrastava. L’opinione largamente accettata è che esse risalgano al II-III secolo d.C., in relazione allo stile ornamentale e ai motivi figurativi riportati, comuni agli stereotipi del tempo: in genere bestiari con raffigurazioni di pesci, mostri marini, delfini. La colorazione è alternata con varie tessere e crea nette zone di contrasto di gradevole effetto.

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Teatro Rossetti (Via Luigi Marchesani).
Realizzato nel 1818, uno dei primi in Abruzzo. Sorto sul sito della Chiesa di Santo Spirito, unita al convento dei Celestini (destinato in seguito a carcere), il teatro fu completato nel 1830, ma già nel 1819 si inaugurò con una rappresentazione. Consta di tre eleganti ordini di palchi, di una raccolta platea. L’acustica è perfetta. Il sipario, disperso dalle truppe alleate nel 1944, illustrava l’incoronazione di Lucio Valerio Pudente, mentre sul soffitto, accuratamente restaurato, è rappresentato il dipinto di Federico Ballester.
L’ultimo restauro, terminato nel 2007 ha restituito alla città il Teatro, attualmente sede di spettacoli, concerti e convegni di studio.

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Torre di Bassano (Via Cavour)
Da poco restaurata, pervenuta col nome della famiglia alla quale era affidata la manutenzione. La parte inferiore risale al 1427; la sommità, risolta con eleganti raccordi a mensoloni, è del 1713. Tali dovevano essere, sia pure di minore altezza, le scomparse torri Bacchetta e Moschetti.

 

 

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Chiesa di San Michele Arcangelo (Via S. Michele)
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atrono della città. Cronisti seicenteschi attestano che si dovette alla intercessione dell’Arcangelo se i vastesi furono risparmiati dalla pestilenza del 1657. Di qui l’erezione del tempio nel 1675 come ricorda la lapide sulla facciata. Di discreta fattura estetica il minuscolo pronao; all’interno l’altare maggiore di legno dorato, opera da attribuirsi a un artista veneziano.

 

 

 

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Porto di Punta Penna (località Punta Penna)
Vi approdano navi di buon tonnellaggio con attività commerciale di manufatti esportati e di materie prime importate. Sul promontorio ventoso, a circa m. 30 sul livello del mare, svettano il faro alto m. 73 e una torre di difesa fra le 366 che il viceré di Napoli, fece costruire fra il 1563 e il 1568 per porre un freno alle scorrerìe dei turchi. Nei pressi del faro la graziosa Chiesetta di S. Maria di Pennaluce con un basso porticato ogivale e mattoni in vista, modesto avanzo rimaneggiato del borgo medievale, appunto Pennaluce, dalla effimera esistenza dopo il Mille